L’appetito sorprendente delle stelle morte Sebbene le nane bianche della nostra galassia siano troppo deboli o lontane per essere visibili a occhio nudo, gli astronomi ne conoscono l’esistenza da oltre un secolo. Nonostante la loro reputazione di stelle “morte”, possono ancora catturare materiale proveniente da comete, asteroidi e persino da pianeti che si avvicinano troppo, disgregandolo in mattoni elementari. Osservando questi elementi, i ricercatori ricavano informazioni preziose sulla composizione e sulla storia del sistema planetario, altrimenti inaccessibili. Un nuovo studio dell’ University of Michigan (U-M) e dell’ University of Colorado Boulder (CU Boulder) ha dimostrato che le nan

e bianche potrebbero raccogliere e inglobare questo materiale – definito inquinamento delle nane bianche – a un ritmo molto più elevato del previsto. Lo studio, guidato da Aster Taylor della U-M e Dang Pham della CU Boulder, sarà pubblicato su The Astrophysical Journal ed è attualmente disponibile come preprint su arXiv. Immagine artistica di una nana bianca circondata da materiale planetario che “inquinerà” l’atmosfera della stella morta. Una nuova ricerca condotta dall’Università del Michigan e dall’Università del Colorado a Boulder suggerisce che le nane bianche potrebbero assorbire l’inquinamento più rapidamente di quanto previsto in precedenza. Crediti: Nasa, Esa e G. Bacon (Stsci) Vedi

amo come gli autori sono arrivati a questa conclusione, partendo dall’inizio. Le stelle “muoiono” quando esauriscono il loro combustibile nucleare, ma l’aspetto della fase finale della loro vita dipende dalla loro massa. Le stelle più massicce esplodono come supernove, mentre quelle più piccole – come il Sole e circa il 97 per cento delle stelle della Via Lattea – disperdono i loro strati esterni senza “fuochi d’artificio”. Ciò che rimane, i nuclei residui, sono le nane bianche, la cui massa è paragonabile a quella del Sole. Ma quando le reazioni nucleari cessano, cessano anche le forze che si oppongono alla gravità e, di conseguenza, la stella collassa, comprimendo tutta la sua massa in un