La febbre di Io, misurata da Juno Io – uno dei numerosi satelliti di Giove – è caratterizzato da un estremo vulcanismo: è il mondo più attivo, dal punto di vista vulcanico, dell’intero Sistema solare. Questa sua attività è alimentata dal riscaldamento mareale: mentre percorre la sua orbita leggermente ellittica, Io è costantemente allungato e schiacciato dalla forte gravità di Giove, e questo genera un calore interno molte volte superiore a quello terrestre. Ora la missione Juno ha fornito le prime misurazioni della temperatura al di sotto della superficie della luna. Lo studio che pres
enta il risultato, basato sui dati raccolti dallo strumento Microwave Radiometer ( Mwr ) della sonda della Nasa, è stato pubblicato lo scorso mercoledì su Journal of Geophysical Research: Planets ( Jgr: Planets ), ed evidenzia un riscaldamento significativo all’interno dello strato superficiale. La regione polare settentrionale di Io immortalata dalla sonda Juno durante il sorvolo ravvicinato di Giove avvenuto il 30 dicembre 2023. Crediti: dati dell’immagine: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss; elaborazione dell’immagine: Gerald Eichstädt «Lo strumento ha misurato l’emissione termica di Io a profondità che vanno da pochi cm fino a decine di metri. Ovunque abbiamo guardato, abbiamo riscontrato un aum
ento della temperatura di oltre 20 °C già a pochi metri di profondità dalla superficie — un gradiente molto più marcato di quanto possa spiegare il solo riscaldamento solare», spiega Shannon Brown del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, primo autore dell’articolo, riferendosi alle misure acquisite con Mwr durante i flyby del 30 dicembre 2023 e del 3 febbraio 2024, quando la sonda Juno si è avvicinata a circa 1.500 chilometri dalla superficie di Io. «Lontano dalle montagne, la superficie assomiglia più alle Grandi Pianure del Nord America e, sebbene Io sia un corpo roccioso, il materiale superficiale ha una densità molto bassa — più simile alla pomice o a una soffice cenere vulcanica che al
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